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ACE CAFE
MALEDUCATI all'Ace Cafe Oggi è il 14 Luglio 2008 e come ormai da secoli, le settimane iniziano con il lunedì, ma questo lunedì ha un sapore diverso, diverso perchè questa notte io e Andy siamo tornati da Londra, dopo aver fatto tappa al vecchio quartier generale dei Rockers che quest'anno compie settantanni. Abbiamo raggiunto l'Ace Cafe nel pomeriggio di sabato, ordinato la nostra birretta e ammirato qualche ferro. Ma essere lì, dove si riunivano i Rockers, quelli veri, per me è stata un' emozione da condividere con il mio amico e compagno di viaggio.![]() ecco l'Ace Cafe in una foto degli anni 60 ![]() UN' PO' DI STORIA I Rockers erano motociclisti da bar, che amavano ascoltare musica con le loro ragazze, correre in moto, e poi fermarsi al caffè per guardarle e contemplarle, comodamente seduti dietro un tavolino con un drink in mano. A qualuno potrà sembre poco, ma non dimentichiamoci che il sette volte Campione del Mondo (1973 e 1974 con la MV Agusta nella 500) Phil Read, Ray Pickrell, Dave Degens e Dave Croxford (tutti campioni inglesi) hanno infilato, da ragazzi, il gettone nel jukebox dell'Ace Cafè. Altrettanto si può dire sicuramente di moltissimi altri personaggi, anche in Italia. Verso la metà degli anni '60 l'avvento dello stile di Carnaby Street, il dilagare dei Beatles, degli Who, della cultura di "Tommy" e di "Quadrophenia" segnò l'avvento dei Mods e di una nuova era. Una generazione diversa, che preferiva lo scooter, possibilmente italiano (Lambretta o Vespa) decretò la fine della Rockers Era, dei "ribelli antichi". Gli scontri leggendari di Brighton, non erano solo scontri ideologici, ma sopratutto generazionali. Nel 1969 l'Ace Cafè chiuse i battenti per poi rieprire trentanni dopo. Questa storia metropolitana nasce inizialmente nelle grandi città inglesi a testimoniare il disagio sempre crescente dei giovani, e la loro avversità verso un mondo che tentava di ricomporsi, dopo il secondo conflitto mondiale. I principali luoghi deputati nei quali comincia la storia, sono l'Ace Cafè e il Club 59 di Londra; il lungo mare Madeira Drive con il Palace Pier a Brighton, una cittadina che si affaccia a sud di Londra, sulla Manica. L'Ace Cafè apre i battenti nel 1938 come bar per camionisti e più raramente per motociclisti che attraversavano la Old North Circular Road, una tangenziale, un raccordo anulare londinese degli anni '30, aperto ventiquattro ore al giorno. Il Club 59 nacque a Londra nel 1959 per opera di padre Bill Shergold, un pastore protestante motociclista con tanto di ragazza "on the pillion" (sul sedile posteriore) che fece proseliti sopratutto presso l'Ace Cafè. E poi Brighton con il Palace Pier, il punto d'incontro durante i week-end dei Rockers londinesi. Brighton, ad una settantina di chilometri dalla capitale è la spiaggia di Londra. ![]() Vicino e facilmente raggiungibile, negli anni '50 dove non esistevano ancora larghe possibilità economiche che potessero favorire grandi spostamenti, era la meta dei fine settimana dei Rokers londinesi. Sulla scia di questi santuari, naquero in ogni contea, città o paese, bar e luoghi d'incontro dove si propagò il verbo. In tutta l'europa del nord, i Rockers erano una solida realtà motociclistica. In Italia, per una serie di motivazioni e di tradizioni avverse ad ogni forma di evoluzione critica dello status quo, i Rockers ebbero una loro eco marginalissima. Ad esempio in San Babila, a Milano dove uno sparutissimo gruppetto si riuniva negli anni '50 e in altre città. Nei primi anni '50, l'Ace Cafè divenne molto popolare presso i motociclisti e in breve si trasformò nel principale punto di riferimento della più grande città europea. Il filo conduttore era la "musica del diavolo", il Rock'and'Roll. I musicisti inglesi ammiravano molto i loro contemporanei americani, ma in quanto alle moto, quelle "Made in England" non erano seconde a nessuno. Il Rock era propagato attraverso la radio e nei bar con i jukebox, e in quella atmosfera si svilupparono i "Rockers" e i "Ton-Up-Boys". Quest'ultimi erano Rockers che infrangevano sulla Old Circular Road i 160 km/h e la leggenda narra che era un classico infilare la moneta del jukebox e partire per un percorso programmato che attraversava il Tamigi per poi ritornare all'Ace Cafè (pronuncia in cockney londinese: "ais cafai"), tassativamente prima che il disco nel jukebox, finisse. Ben rasati, avevano i capelli tagliati corti dietro la nuca, con il ciuffo e la brillantina, le basette lunghe come i Teddy Boys con i quali s'identificavano. Le ragazze assomigliavano alle pin-up delle prime "patinate" con le curve in bella mostra. Erano tipi alla Jeames Dean, alla Marlon Brando, figli in tutto della "gioventù bruciata" del loro tempo, gli anni '50. Perchè oggi si torna a parlare di loro e delle loro moto? Da una parte i Rockers hanno rappresentato l'aspetto europeo della dimensione del ribelle, mentre sotto l'aspetto motociclistico, le loro scelte (special e Cafè Racer) erano assolutamente soggettive e individuali, tendenti a modificare in termini personali, a secondo dei propri gusti, la motocicletta. Esattamente quanto avvenne dall'altra sponda dell'Atlantico, prima con i Bobber e poi con i Chopper e la customizzazione. Ecco perchè i ribelli Maleducati dei nostri giorni si sentono Rockers dentro, amano le loro moto e non digeriscono gli scooter.Peter |


